Articolo a firma Risorsa Uomo per il numero di novembre 2018 di Leader.

Ritrovarsi insieme è un inizio, restare insieme è un progresso, ma riuscire a lavorare insieme è un successo” – Henry Ford.

Proprio per questa verità così bene espressa da Ford, negli ultimi vent’anni almeno, il concetto di team building è entrato con decisione nelle aziende e nelle organizzazioni, riconosciuto come un efficace strumento per formare, potenziare e amalgamare i gruppi di lavoro, con l’obiettivo di accrescere la coesione tra colleghi e, naturalmente, la produttività.

Come direbbe il mitico Furio di Verdone sistemando i bagagli in auto, ogni azienda è come un grande mosaico i cui tasselli devono trovare il loro perfetto incastro, pena risultati che non arrivano, demotivazione, dinamiche interne che si complicano e s’incagliano. Ecco perché è centrale, oggi come ieri, che ogni azienda colga l’importanza di valorizzare sempre di più le persone, ascoltandone le necessità e attivandosi puntualmente per fronteggiare eventuali problematiche.

Occhio alle differenze

Ma come spesso accade quando un termine o un concetto diventa di moda, in alcuni casi il suo significato viene modificato nell’uso quotidiano sino a rischiare di fargli perdere la pura essenza. Il Team Building non fa eccezione e in molti casi aziende che chiedono di poter avviare un percorso di team building hanno in mente un obiettivo distinto, ovvero il team working. Ma si tratta di due situazioni ben diverse, a partire dalla loro corretta definizione sino alle logiche.

L’obiettivo del primo è quello di sviluppare e successivamente potenziare dinamiche, atteggiamenti e comportamenti che, attraverso alchimie relazionali, rendono più efficace il team.

Questo avviene offrendo ai collaboratori la possibilità di superare la semplice conoscenza superficiale, data dalla condivisione del luogo lavorativo, e, attraverso metafore, di aumentare la collaborazione, la fiducia nell’altro, migliorando le dinamiche della comunicazione e stimolando la creatività, imparando anche a riconoscere le competenze dell’altro, e i suoi momenti di tensione.

Il team work invece presuppone che gli individui siano già parte di un gruppo precostituito, che però ha (solo!) bisogno di migliorare la sinergia in vista di un obiettivo comune.

Team building aziendale

Team building: una doppia natura

Definito quantomeno che cosa il Team Building non è, possiamo ulteriormente distinguerne due tipologie, legate al tipo di obiettivo proposto: motivazionale e legato alla trasmissione di un messaggio.
Se a predominare è la natura motivazionale, il team building può anche essere creato e gestito da competenti agenzie di comunicazione, più che qualificate per l’organizzazione di eventi impeccabili, coinvolgenti e anche trendy.
Ma forse vale la pena di andare oltre la patina di un evento intrigante per riflettere su quale sia o possa essere il valore aggiunto di un’attività di questo tipo. Davvero permette di ripagare il costo del lavoro e le spese di trasferimento, mai trascurabili, dei fortunati partecipanti?

Un evento di questo tipo non necessariamente aiuta a creare un gruppo, a farlo funzionare e a trasmettere dinamiche virtuose. Ciò che invece permette di cementare quanto accade è l’utilizzo e la scelta dell’attività come metafora, funzionale per poter lavorare a livello formativo e di sviluppo e raggiungere l’ulteriore obiettivo individuato in fase di progettazione.

 

Una scelta di testa, più che di pancia

Non di rado la scelta del team building tende a seguire logiche emotive piuttosto che razionali e ci si trova a fronteggiare ipotesi basate sui gusti personali del CEO, con il rischio di trasformare quella giornata in un’attività piacevole che stimola la partecipazione e mette le persone di buon umore. In altri casi l’azienda, sulla base di un tema scelto per quell’anno come fil rouge delle attività aziendali, chieda che il team building si accodi, senza diritto di replica, a quella specifica tematica. In questo caso solo la sorte potrà far sì che l’attività del momento sia la più adatta a perseguire l’obiettivo dichiarato. Infine, è possibile sentirsi suggerire la scelta di un’attività legata al teatro poiché l’anno precedente ne è stata fatta una sportiva.

E non è un errore esclusivamente legato a logiche aziendali. Infatti, se chiedessimo a una platea ideale quale team building sceglierebbe tra una giornata in barca a vela, un’attività incentrata sul food e una che coinvolga lupi e altri animali, giocoforza l’amante del mare sceglierebbe la vela, l’appassionato di cucina sarebbe fortemente orientato all’attività foode quello di animali deciderebbe di trascorrere un pomeriggio in compagnia di qualche lupo.

Ma questa non è una logica che può – né deve! – appartenere al team building, poiché persegue unicamente l’obiettivo di rendere il proprio tempo il più piacevole possibile. Il team building risponde invece a obiettivi precisi e mette al centro le persone e le competenze. Gusti personali, eventi glamour o attività al cardiopalma non sono gli ingredienti giusti per costruire un team building efficace. Solo partendo da un’analisi puntuale dello scenario aziendale e degli obiettivi si potranno individuare i KPI da osservare e solo a questo punto scegliere la formula più adatta per raggiungere gli obiettivi concordati.

Fortunatamente la scelta nel menù delle attività a disposizione è cresciuta a dismisura e oltre alle tradizionali attività quali parchi avventura, barca a vela ecc. oggi è possibile vivere esperienze originali che vanno dall’attività con i serpenti alle escape room, dal “soggiorno” in una bara (che promette di migliorare la gestione dello stress) alla vendemmia, fino ad arrivare a esperienze in miniera o in un vero carcere.

 

Parola d’ordine: innovazione

Un’ulteriore esigenza espressa da alcune aziende che utilizzano più o meno propriamente lo strumento da tanti anni è quella di rispondere a una sorta di assuefazione da team building. Questo rende necessaria la creazione di nuove sfide, volte a fornire uno stimolo quasi elettrico, che ponga di fronte a dinamiche inesplorate, da affrontare con un ritrovato vigore.

Nella categoria meno adrenalinica, alle attività teatrali si affiancano oggi prove legate al mondo radiofonico o alla costruzione di una vera e propria orchestra, mentre nella categoria Orienteering et similiaesiste oggi la possibilità di utilizzare cani e rapaci per mettere alla prova alcuni aspetti di funzionamento dei team.

Nello sport, dove quasi tutto è stato provato, dal rugby al volley, dal basket al calcio, una attività molto nuova per pochi coraggiosi che permette di sviluppare più aspetti della costruzione di una squadra è quella della pallanuoto. Qui sono molti gli elementi in gioco anche per il solo fatto di iniziare mettendosi, fuor di metafora, a nudo.

Che sia l’adrenalina o la sfida, un ambiente confortevole o una situazione estrema l’importante è partire dall’obiettivo. Solo successivamente potremo scegliere la strada per arrivarci, e non rischieremo di rovinare la migliore delle trame poliziesche iniziando a leggere dall’ultima pagina.

Alessandro Frè
Federico Ott

 

 

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