Articolo a firma di Mariella Bussolati in data 15 giugno 2019 per Business Insider Italia.

Nell’ultimo periodo la rincorsa verso altri spazi si sta intensificando.  La Nasa ha ribadito l’intenzione di andare sulla Luna entro il 2024, Elon Musk, con la sua Space X prevede di arrivare su Marte. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, è andato però oltre. Durante Mars (Machine learning, Automation, Robotics, and Space) la conferenza su tutto ciò che di nuovo la compagnia può offrire, tenutasi a Las Vegas tra il 4 e il 7 giugno, ha rivelato la sua visione: colonizzare la Luna e spostare sul nostro satellite l’industria pesante e tutte le attività che inquinano di più,potrebbe essere la soluzione al problema del cambiamento climatico. Permetterebbe alla Terra di ritornare a essere una splendida residenza. Un posto insomma dove passare piacevoli vacanze.

Bezos è un visionario, e ha già dimostrato di sapere cambiare le nostre vite. Per arrivare al suo obbiettivo ha lanciato nel 2000 Blue Origin investendo milioni di dollari. E ha anche ricevuto un contributo dall’agenzia spaziale americana. Inizialmente il velivolo New Shepard, che è già stato collaudato, doveva servire per il turismo. Ora però Bezos si è spinto a progettare la possibilità di creare colonie, dove si produca tutto quello che può far male al nostro Pianeta.

Di Blue Origin dice che è una visione, che prevede che milioni di persone vivano e lavorino nello spazio per smettere di consumare illimitatamente l’energia e le risorse di casa nostra. Si tratta, dice, di creare una strada per una crescita che permetterà ai nostri figli di avere un futuro.

Forse non lo stesso che desidera Greta Thunberg, la ragazzina svedese di 16 anni che  proprio perché reclama un avvenire per i giovani della sua età, sta muovendo i governi per fare qualcosa contro il disastro climatico. Per ottenere lo scopo, come avvenuto con Amazon, Bezos progetta di sviluppare una infrastruttura a costi bassi. Oltre a New Shepard c’è anche il missile New Glenn, capace di portare anche oggetti pesanti. Entrambi sono riutilizzabili e possono compiere numerosi viaggi. Esattamente come un aereo. Secondo Bezos, la creazione di una impresa spaziale richiede alti costi di investimento perché non esistono infrastrutture che la sostengono. Ed esattamente come ha fatto per Amazon, che fornisce una piattaforma di vendita, intende creare un piano che permetta a chiunque di accedere facilmente, come se stesse andando all’Ufficio postale.

Il mezzo che permetterà tutto questo sarà Blue Moon, un lander lunare che è in grado di trasportare 3,6 tonnellate.Ma è già previsto un modello che ne può portare 6,5. Ben diverso quindi dalla fragilissima navetta dell’Apollo 11, che chiunque abbia visto in originale allo Space Museum di Washington, ha pensato si trattasse invece di un modellino .

La prima missione, con attrezzi e vettovaglie, è prevista per il 2023 e quella con gli uomini a bordo  per l’anno successivo. Rispetto a Marte, Bezos ritiene che la Luna sia molto più accessibile. Si trova a solo 3 giorni di viaggio, ha una gravità più leggera, dispone di acqua e il volo è poco rischioso. La sua colonizzazione, sostiene, ci permetterebbe di salvare la Terra.

Un problema però non viene considerato. Sia Marte che la Luna sono coperti di una polvere molto diversa da quella terrestre. Sono piccoli frammenti duri, di vetro, affilati, che penetrano ovunque. Inoltre, per quanto possano essere economici, i voli per il satellite non saranno per tutti. La Stazione Spaziale Internazionale ha dato il via settimana scorsa ai viaggi turistici, e le tariffe sono decine di milioni di dollari per il volo e 35 mila dollari per notte. C’è da capire anche come sarà la qualità della vita, e chi avrà davvero voglia di andare, visto che è ormai noto che il nostro bisogno di natura è collegato alla nostra salute mentale.Un’indagine svolta da  team di ricerca dell’Università dell’Alabama ha portato a scoprire che passare 20 minuti in un parco urbano rende più felice chiunque, anche se non fa attività fisica.

Nel 1516 sulla Luna andò Astolfo, il paladino dell’Orlando Furioso. Lì si pensava andassero a finire tutte le cose gettate via sulla Terra, le lacrime degli amanti, il tempo sprecato, i progetti irrealizzati, le storie del passato ormai dimenticate. Astolfo ci trovò il senno di Orlando, che se ne era andato. Ma forse se smettessimo di avere bisogno di discariche nelle quali infilare i nostri eccessi, potremmo risolvere i problemi senza spostarci.

 

Amazon Business: arriva l’esperienza d’acquisto per le imprese italiane