Articolo a firma di Richard Feloni pubblicato su Business Insider Italia in data 24 giugno 2019

 

In qualità di socio dirigente di Boyden, una delle più importanti società di ricerca di executive del mondo, Roger Duguay ha fatto innumerevoli colloqui ad aspiranti “capitani” di settore. Il suo approccio alla ricerca dei migliori talenti ha avuto un tale successo che il CEO di Boyden lo ha recentemente nominato leader dell’amministrazione globale del settore relativo a CEO e dei consigli di amministrazione.

Questo approccio prevede una rottura rispetto ai colloqui di lavoro tradizionali. “Per me il fatto che tu abbia fatto un buon lavoro negli ultimi cinque, dieci anni non è più una garanzia del fatto che tu sarai un buon candidato da qui a due anni”, ha dichiarato Duguay a Business Insider. Poiché il business in tutti i settori è cambiato così rapidamente negli ultimi anni, ha detto, lui cerca piuttosto segnali del fatto che il candidato sia adattabile e curioso.

 

Nel corso del tempo trascorso a Boyden, Duguay ha posto più di 100 persone in ruoli dirigenziali, presidenziali o direttivi sia nel settore privato che in quello pubblico. (Ha stimato di aver visto almeno 1.000 candidati.) Quando cerca un amministratore delegato, tiene un colloquio di due ore con i suoi migliori candidati. Ha condiviso con noi alcune delle sue domande preferite.

“Parlami della tua vita personale.”

Duguay non lo chiede necessariamente così direttamente, ma cerca di capire come sono i candidati fuori dall’ufficio. Cose come il modo in cui trascorrono il fine settimana o anche quello che stanno leggendo.

“Di solito finisco per fare molte più domande che mi raccontano dell’essere umano che c’è dietro a questa posizione lavorativa”, ha detto. “Non quello che hai fatto e in quale università sei stato.” Quando il Duguay sta intervistando qualcuno, le abilità richieste per il lavoro in questione sono un prerequisito per essere presenti nella stanza.

“Se dovessi fare tutto da capo, c’è qualcosa negli ultimi cinque anni che avresti fatto diversamente?”

“Se non sei in grado di dirmi cinque o dieci grossi errori che hai fatto negli ultimi cinque anni, c’è qualcosa di veramente sbagliato in te”, ha detto Duguay.

A lui piace riferirsi a questi errori come “cicatrici” e vuole che un potenziale leader sia trasparente riguardo ai propri errori e che abbia tratto una lezione utile da essi.

“Su una scala da 1 a 10, a che punto sei rispetto alla persona che vorresti essere?”

Anche se il ruolo di amministratore delegato richiede fiducia, richiede anche qualcuno che sia abbastanza umile da lavorare con un consiglio d’amministrazione e delegare responsabilità ai deputati, ha detto Duguay.

Quando ha avuto la possibilità di fare questa domanda a uno dei suoi eroi personali, il monaco buddista e collega del Dalai Lama Matthieu Ricard, Ricard ha risposto con “Oh, forse sono a quattro su 10.” Questa è stata semplicemente un’ulteriore prova del fatto che un candidato ad un posto di lavoro che sorride e dà un “nove” come risposta non è una persona da prendere sul serio.

“Dimmi il motivo esatto per cui non dovrei assumerti per questo ruolo”.

Duguay conserva questa domanda per la fine, e ha detto che spesso paralizza i candidati.

“Ora posso leggere nei loro occhi ‘Oh, cosa faccio, gli dico la verità, perché forse lui non lo sa? Quei due difetti – che so davvero di avere – glie li dico o no? E se poi li aggiunge alla lista di miei difetti che ha già fatto lui?… O mi gioco quella risposta?’ ”

Chiaramente non sta cercando una risposta del tipoIl mio più grande difetto è che lavoro troppo duro” – e circa la metà delle persone che intervista danno una risposta simile. Duguay vuole trovare qualcuno che sia sicuro di sé al punto da aprirsi per un momento di vulnerabilità, piuttosto che rendere l’intero colloquio di due ore una dimostrazione di spavalderia. Vuole trovare qualcuno a suo agio con quello che è, e se quella personalità si adatta anche a ciò di cui l’azienda ha bisogno, allora finirà con avere il posto di lavoro.

“Penso che la chiave di questa vita sia essere lo stesso essere umano con i tuoi partner nella vita e con quelli con cui lavori, altrimenti non sei autentico, stai cercando di fare un gioco per compiacere i tuoi colleghi,” Ha detto Duguay.

“Quindi queste sono le domande che mi piace porre e pochissime persone rispondono in modo appropriato: la gente non conosce se stessa“.

 

Potenziare le competenze (anche digitali) per stare al passo con il futuro