Should I stay or shoudl I go? I 3 passi dell’executive coach per decidere

Should I stay or shoudl I go? I 3 passi dell'executive coach per decidere

Articolo a firma di Tom Hardison e riportato da Business Insider Italia in data 22 gennaio 2020

La maggior parte di noi non considera i gruppi rock una fonte di profonde domande sulla carriera. Ma è proprio ciò di cui ci parlano i Clash in “Should I Stay or Should I Go?“.

Se vi trovate nella condizione di essere preoccupati per questioni di carriera, quali mobilità verso l’alto o l’ambiente di lavoro, come fate a sapere quando è il momento di lasciare; o di restare per provare ad affrontare le sfide?

Spesso non esistono risposte semplici e scelte multiple: se restate, come affrontate le sfide? Se ve ne andate, come lasciate senza bruciare i ponti, come stabilite obiettivi per la vostra prossima posizione e, quindi, come elaborate una strategia per eseguire la ricerca di un lavoro?

Spesso il cervello umano percepisce le sfide professionali come una minaccia, passando automaticamente a una mentalità di difesa e tutela, e inventa una narrazione per razionalizzare la situazione. Queste iniziali reazioni istintive possono incastrare le vostre riflessioni future e diventare un treno fuori controllo che inibisce il vostro processo decisionale.

Quando eravate piccoli, un vigile potrebbe avervi detto, “Fermati, guarda e ascolta” prima di attraversare la strada. Quel consiglio vi sarà molto utile quando giungerete a un crocevia professionale del genere accennato prima: ci sono tre semplici modi per capire la situazione.

 

Espandete il vostro punto di vista

 

Usate schemi diversi per espandere la vostra prospettiva. Luis Alvarez/Getty Images

Quando percepite una sfida professionale come una minaccia, la capacità di riflessione si restringe e il bias di confermaconsolida la narrazione prodotta dalla mente. Per rallentare il processo ed espandere il vostro punto di vista, studiate i vostri pensieri attraverso le quattro seguenti cornici mentali. Prendetevi del tempo per catturare i vostri pensieri scrivendoli o registrandoli al fine di analizzarli più oggettivamente.

Primo schema: osservate la vostra storia in modo più completo

Prendete qualche minuto e riflettete su che tipo di narrazione state raccontando adesso a voi stessi su questo lavoro.

Quindi, fate un passo indietro come osservatore e ripetete la storia. Mentre lo fate, annotatela. Quali reazioni osservate? Quali emozioni stanno sorgendo? Quali potrebbero essere le paure sottese? Quali impulsi protettivi, quali attacco, fuga, restare immobili, calma, rifiuto o paralisi, stanno agendo? Analizzare la reazione del vostro organismo rallenta il treno in corsa.

Secondo schema: cos’altro è possibile?

Prendete quindi in considerazione cos’altro potrebbe succedere nella vostra vita personale o con il vostro capo o i vostri colleghi e date più risposte possibili. Pensate a cos’altro in un contesto più ampio (economia, settore, organizzazione) potrebbe contribuire a questa sfida professionale. In che modo la vostra narrazione potrebbe essere sbagliata o incompleta? In che moto il vostro comportamento potrebbe contribuire a questa sfida professionale?

Terzo schema: cosa ha funzionato/non funzionato in passato?

Riflettete sugli impegnativi incarichi professionali attraverso cui siete passati prima e annotate: quali punti di forza vi hanno aiutato allora e come potrebbero aiutarvi ora? Quali errori potreste aver commesso e come potete evitarli nella situazione attuale? Cosa c’è di nuovo in questa situazione da approfondire ulteriormente?

Quarto schema: a cosa tenete maggiormente?

Infine prendete in considerazione e registrate: quali risultati vi interessano maggiormente per voi e per le persone attorno a voi (nella vostra posizione attuale e per il futuro che desiderate)?

 

Confrontatevi con gli altri

 

Chiedete alle persone la loro opinione. fizkes/Shutterstock

Parlate con le persone di cui vi fidate che vi hanno seguito nel vostro incarico e chiedete loro cosa vedono. Annotate quali caratteristiche percepiscono come positive e come potenzialmente negative. Chiedete consigli su come fare meglio in futuro.

Cercate persone che ricoprono incarichi che vi interessano e chiedete loro come li hanno ottenuti, quali sfide hanno affrontato, e cosa e chi li aiutati nel percorso. Ripercorrete i quattro schemi creati precedentemente e pensate: cosa dà un senso adesso al mio incarico e che scelte vedo?

Impegnatevi e fate piccoli passi

 

Provate esperimenti mirati. Jin S. Lee/Business Insider

Quanto è ragionevole e appropriato compiere un grande passo adesso? È il momento di imparare e crescere nel vostro incarico attuale, o è il momento di andarvene? Se è il momento di andarvene, come vorreste che succedesse? Per cosa siete pronti a impegnarvi adesso?

Se siete incerti, quale potrebbe essere un esperimentosemplice, piccolo e ragionevolmente sicuro da provare ora? Quale potrebbe essere un compagno con cui imparare? Gli esperimenti mirati vi permettono di imparare e crescere.

Concedetevi il tempo e lo spazio per affrontare la transizione che state compiendo. Impegnatevi e compite piccoli passi che contribuiscano al vostro progresso. Riflettete regolarmente su quali piccole cose hanno funzionato oggi e su una cosa grande che volete migliorare domani. Siate compassionevoli con voi stessi mentre trovate il coraggio e la fiducia per creare nuove cose dal punto in cui vi trovate.

Che i cambiamenti avvengano improvvisamente è un’illusione. La vita si sviluppa, come scrive William Bridges, “In un ritmo alternato di espansione e contrazione, cambiamento e stabilità. Nella vita umana, come nel resto della natura, il cambiamento si accumula lentamente e quasi invisibile fino a che non si manifesta nella forma improvvisa di piumaggio, o disgelo o caduta delle foglie. Ciò che dobbiamo comprendere… è il processo di transizione”.

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